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Sono tre le startup italiane che si sono contese l’accesso alla finale del programma internazionale Chivas Venture, promosso dalla storica azienda di whisky, per sostenere progetti ad alto impatto sociale. Le idee sono innovative, molto utili per la tutela dell’ambiente e importanti a livello di sviluppo umano.

LA STARTUP VINCITRICE

Talking Hands è stata la startup che ha trionfato al Chivas Venture. Questo progetto nasce da due dottorandi dell’università di Camerino: Francesco Pezzuoli e Dario Corona. Il guanto da loro inventato è dotato di sensori che registrano i movimenti delle dita, della mano e delle braccia, trasferendoli via Bluetooth a un’applicazione sullo smartphone: i gesti, infatti, sono riconosciuti e l’applicazione li sintetizza in voce.

Inoltre, la finalità sociale della vincitrice tra le startup italiane è quella di aiutare le persone sordomute a comunicare con maggiore facilità:

«Il linguaggio dei segni non è molto conosciuto e, con la nostra invenzione, ogni utente può creare il proprio vocabolario, associando il gesto alla traduzione vocale».

 

LE ALTRE STARTUP ITALIANE PARTECIPANTI

Come detto in precedenza, ci sono state altre due startup italiane che si sono distinte durante Chivas Venture: Biorfarm e Respect Life.

Biorfarm è la prima comunità agricola virtuale. L’obiettivo del fondatore, Osvaldo de Falco è creare una grande azienda agricola attraverso l’adozione interattiva di un albero. Gli agricoltori condividono via smartphone i risultati del loro lavoro; inoltre, è possibile monitorare l’andamento della pianta e le fasi di coltivazione. Quando l’albero avrà dato i suoi frutti, l’utente potrà decidere come, dove e quanto del proprio raccolto ricevere.

 

La seconda startup italiana è Respect Life, che ha brevettato il tessuto innovativo Re-life. L’idea alla base del progetto è un filato di propilene riciclabile al 100% ma anche anallergico, antibatterico, traspirante e facilmente lavabile. Oltre al prodotto è importante sottolineare che l’intera filiera di produzione è sostenibile: non consuma acqua e suolo, ricicla scarti del petrolio ed ha un basso consumo energetico. Il tessuto è nato per applicazioni in ambito sanitario, ma si sta rilevando interessante anche per i settori dello sport, degli abiti da lavoro e della moda.

 

Infine, è doveroso da parte del blog StarTop fare i complimenti a queste startup innovative così impegnate per migliorare il nostro pianeta! Se volete altre informazioni riguardanti l’applicazione delle nuove tecnologie per offrire aiuto alle persone con diverse forme di disabilità visitate il blog “Makeing the World Accessible“!

Elena Bertinazzi

Elena Bertinazzi

Mi chiamo Elena, ho 23 anni e sono laureata in Comunicazione e Società all’Università degli Studi di Milano. Mi piace il mondo dei social network ed essere sempre aggiornata sulle novità dal mondo. Ho deciso di iscrivermi a Teoria e Tecnologia della Comunicazione in Bicocca per imparare “cosa c’è dietro” ai dispositivi che uso giornalmente.