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Al Palazzo del Ghiaccio di Milano, il 18 dicembre 2017 si è tenuto il “StartupItalia! Open Summit 2017” promosso da StartupItalia!. Nella località lombarda si sono riuniti imprenditori e startup per discutere della situazione delle startup italiane, per conoscere la lista delle 100 startup italiane dell’anno e per incoronare la migliore startup italiana del 2017.

Abbiamo deciso di sottoporre qualche domanda a Mattia Minafò, giovane laureato in Comunicazione e Società all’Università degli Studi di Milano, che ha deciso di partecipare all’evento di StartupItalia!.

  • Ciao Mattia! Grazie per la tua disponibilità.
  • Ciao, grazie a voi per avermi contattato.
  • Innanzitutto, come sei venuto a conoscenza dell’evento e perché hai voluto parteciparvi?
  • Avendo come obiettivo la creazione di una startup, in Italia “StartupItalia!” è il portavoce di tutti gli eventi e di chi è intenzionato a fare impresa o l’ha già fatta.
  • Qual è stata la tua “idea innovativa”? Come pensi di realizzarla?
  • Nella mia personale esperienza io sto cercando di legare la mia passione della statistica aziendale con quello che può essere il nuovo modello di azienda digitalizzata nel futuro.
  • Cosa spinge un ragazzo giovane a voler creare una startup?
  • Qui ci sarebbero più punti di vista d’affrontare. Un ragazzo che vive in Italia, vive in un mondo in cui la disoccupazione è alta, il sistema è lento e la voglia di cambiare è tanta. Fare startup non vuol dire (per alcuni) fare solamente un’azienda per fare profitto ma fare startup sta quasi diventando un vero e proprio movimento che punta al cambiamento. Viviamo in uno spaccato generazionale molto forte e i nativi digitali sono spinti a creare qualcosa di proprio. Soprattutto in Italia dove è meglio lavorare indipendenti che dipendenti da qualcuno che oggi c’è, domani chissà.
  • Cosa pensi del posizionamento delle startup italiane rispetto a quelle straniere?
  • Anche qui ci sarebbe tanto da dire perché di startup italiane ce ne sono, anche tante. Il punto è, queste startup nate da menti italiane, sono state sostenute da strumenti italiani o esteri? L’Italia, quanto supporta una startup? Potrei scrivere un poema. In Italia, una spinta c’è, basti vedere il progetto del 5G portato avanti dal PoliHub ed altri progetti. Banche e camera di commercio sicuramente qualcosa rispetto agli altri anni hanno portato avanti. Il punto è la burocrazia e delle volte anche la mentalità. Amsterdam è una delle prime nel dare vantaggi agli startupper ma sono fiducioso che se uno cerca bene, anche in Italia qualcosa si trova.

Per scoprire maggiori informazioni sull’evento, vi consiglio di andare qui!

Elena Bertinazzi

Elena Bertinazzi

Mi chiamo Elena, ho 23 anni e sono laureata in Comunicazione e Società all’Università degli Studi di Milano. Mi piace il mondo dei social network ed essere sempre aggiornata sulle novità dal mondo. Ho deciso di iscrivermi a Teoria e Tecnologia della Comunicazione in Bicocca per imparare “cosa c’è dietro” ai dispositivi che uso giornalmente.