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Cruise Automation

da | Feb 19, 2018

LA RIVOLUZIONE PERFETTA Stiamo costruendo i migliori veicoli autonomi del mondo per connettere in sicurezza le persone ai luoghi, alle cose e alle esperienze a cui stanno a cuore.

1 Introduzione

  1. futurama 1939

    General Motors e la mostra "Futurama"

  2. Firebird 1958

    Il prototipo Firebird III viene testato sulle strade

  3. Dickmanns 1984

    Ernst Dickmanns e la sua macchina senza conducente

  4. CyCab 1996

    All'INRIA il prototipo CyCab

  5. Driveless car 2020

    Le autostrade saranno popolate da macchine auto-pilotate

Nel 1939 il gruppo General Motors aveva allestito la mostra “Futurama” nell’ambito dell’Esposizione Universale di New York. Il designer Norman Bel Geddes aveva immaginato delle autostrade in cui automobili telecomandate viaggiavano a gran velocità ed in tutta sicurezza. Lo speaker diceva: “Non è incredibile? Avete sotto gli occhi il mondo del 1960!”. Più tardi, nel 1958, lo stesso gruppo testava su autostrada il prototipo Firebird III, dotato di pilota automatico, in grado di seguire un cavo posizionato sotto la carreggiata. Nel 1984, il tedesco Ernst Dickmanns dell’Università di Monaco e i suoi team fecero viaggiare a 96 km/h su un’autostrada deserta un van Mercedes-Benz, senza alcun intervento umano. In Francia, l’INRIA presentò nel 1996 un prototipo di veicolo, il CyCab, per dimostrare le potenzialità della robotica negli spostamenti urbani. Nel 2020 le strade delle maggiori città statunitensi ed europee saranno ricolme di auto che si potranno guidare da sole. Entro questa data la tecnologia sperimentale che oggi permette di testare le auto senza conducente sarà matura per essere utilizzata anche nel traffico cittadino o nelle autostrade senza che i passeggeri a bordo del mezzo corrano rischi per la loro vita. In questo articolo si vuole descrivere in maniera approfondita della startup Cruise Automation, la quale punta al primo posto nel mercato innovativo delle automobili auto-pilotate. Inizialmente si spiegherà di cosa si occupa questa azienda e del prodotto che vogliono sviluppare. In seguito, si descriverà della storia di questa azienda: l’inizio, lo sviluppo, il posizionamento nel mercato ed il proseguimento dello sviluppo tecnologico. Infine, si parlerà di vantaggi e svantaggi per i consumatori e delle nuove norme legali che entreranno in vigore.

1.1 Cos’è Cruise Automation

Cruise Automation è un’azienda americana che collauda e sviluppa la tecnologia per la realizzazione di macchine autonome. Questa azienda cerca di sviluppare un sistema di pilota automatico per le macchine esistenti che possano essere in grado di gestire gli aspetti impegnativi della guida in città. Quindi questa macchina non avrà più un conducente, ma sarà completamente autonoma. Probabilmente l’unica cosa che dovrà fare il proprietario sarà riempirla di benzina e fare un controllo periodico al sistema elettronico.

1.1 Anatomia di un’auto a guida autonoma

I veicoli autonomi fanno affidamento su una potenza di calcolo heavy-duty e dozzine di sensori per eseguire gli stessi compiti del cervello, degli occhi e delle orecchie del guidatore umano. Per ora, molte aziende bloccano i sensori all’esterno dei prototipi, dando loro un aspetto distintivo, ma alla fine i sensori saranno integrati nel corpo dell’automobile.

  • un’antenna che trasmette i dati da e verso Internet, comprese le informazioni sulla posizione GPS;
  • sensore ad ultrasuoni che misura la posizione degli oggetti vicini rimbalzando su onde sonore;
  • sensore di posizione, un sensore nel mozzo ruota rileva le rotazioni e aiuta a determinare la velocità e la posizione, insieme ai dati GPS e la mappa. Altri sensori di posizione includono giroscopi e accelerometri;
  • Audio il quale rileva le sirene dei veicoli di emergenza e altri suoni ambientali;
  • Videocamere, alcune con obiettivi stereo per creare immagini 3D, leggere cartelli stradali, rilevare i segni di corsia, capire i semafori e rilevare i pedoni. Possono anche distinguere tra oggetti mobili e fissi;
  • Radar, rimbalza le onde elettromagnetiche dagli oggetti (comprese le auto) davanti e dietro il veicolo per determinare la loro velocità e distanza;

Figura 1 – 2 – 3 tratte da Sfchronicle

Figura 4 tratta da Engadget

  • Computer e software: il computer utilizza algoritmi sofisticati per elaborare i dati dai sensori e controlla lo sterzo, l’accelerazione e la frenata. Le mappe 3D forniscono un punto di riferimento per i dati del sensore;
  • Lidar, ha la stessa funzionalità dei radar, solo con l’utilizzo dei laser. Il laser di un sensore invia milioni di fasci al secondo per creare una mappa dettagliata, a 360°, in 3D dei dintorni, per rilevare oggetti vicini e determinare la posizione dell’auto dove i segnali GPS non sono disponibili;
  • Sensore di orientamento. Rileva il movimento e l’equilibrio, proprio come l’orecchio interno di un essere umano.
Inizialmente, i sensori di Cruise, che monitoravano i contrassegni autostradali, regolavano costantemente lo sterzo per mantenere la macchina centrata nella sua corsia. Le unità sensore si trovavano sopra al veicolo vicino al parabrezza e agli attuatori che controllavano lo sterzo e la guida. Vi era anche un computer che andava nel bagagliaio e occupava circa un piede cubo di spazio. Successivamente, grazie all’aiuto di General Motors, Cruise Automation è riuscita a portare a termine il primo prototipo di macchina completamente autonoma. I veicoli di prova di oggi dispongono di una gamma complementare di sensori, telecamere e radar, in modo da poter navigare in modo intelligente in complesse strade cittadine e con una visione a 360 gradi del mondo circostante. La progettazione della sicurezza e i requisiti operativi, in conformità con le normative federali, statali e locali, sono l’obbiettivo primario.

In ogni auto sono state installate 10 telecamere che scattano foto ad una frequenza di 10 frame/s. In questo modo si riesce a vedere più di quello che succede intorno alla macchina in un dato momento rispetto ad un guidatore, e quindi si ha una maggiore agilità e capacità di risposta. La flotta EV Bolt è progettata con hardware e software completamente integrati per tenere conto delle capacità operative e delle garanzie, in modo tale che l’operatore al volante possa assumere il controllo del veicolo durante lo sviluppo e i test. I sensori consentono una raccolta completa dei dati tra traffico, manutenzione stradale e fattori ambientali. Le auto possono adattarsi a varie situazioni reali della strada ed in particolare a quelle che sono inaspettate (ad esempio, un cane sfreccia attraverso la strada, una brusca frenata inaspettata davanti alla macchina).

2 Tempo di sviluppo

2.1 Nascita

Cruise Automation nasce nell’ottobre del 2013 a San Francisco, California, dall’idea del suo fondatore Kyle Vogt. Vogt è un ingegnere, imprenditore e pioniere della robotica che vuole ridefinire il futuro della mobilità umana.

2.2 Il fondatore: Kyle Vogt

Kyle Vogt nasce a Kansas City e fin da adolescente è stato appassionato del concetto di guida autonoma. Ha studiato informatica ed ingegneria elettronica presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Mentre era al MIT, Vogt ha partecipato alla DARPA Grand Challenge del 2004, la prima competizione per veicoli senza guidatore. Questo fu un evento fondamentale a cui molti hanno attribuito il merito di aver contribuito allo sviluppo della tecnologia fondamentale per le auto a guida autonoma. Prima di Cruise Automation, Kyle Vogt è stato co-fondatore di:

  • Twitch, una piattaforma di video streaming ora di proprietà di Amazon per poco meno di $1 miliardo;
  • Socialcalm, un’app per rendere più facile registrare e condividere i video la quale poi è stata acquisita da Autodesk
  • Justin.tv, sito che si focalizzava principalmente sui videogiochi.

In seguito, Kyle ha fondato Cruise Automation, che sotto la sua guida come CEO (Chief Operating Officer) ha sviluppato la prima flotta senza conducente di Chevy Bolt EVs.

2.3 I primi passi

Ciò che era iniziato come una passione per risolvere i problemi di ingegneria più difficili è emerso nello sviluppo della tecnologia di guida automatica più avanzata da applicare all’automobile. Cruise Automation è entrata in Y-Combinator nel 2014 per modellare e sviluppare la visione di un piano per costruire veicoli completamente senza conducente. Y-Combinator è l’acceleratore di startup più importante al mondo; ha investito su exit importantissime (e miliardarie) come Dropbox, Airbnb, Instacart, Weebly.

2.4 Creazione kit per macchine

Nel giugno del 2014, grazie alle sovvenzioni di Y-Combinator, Cruise Automation progetta un sistema di guida controllata da un computer che può subentrare quando l’automobilista è al volante. A differenza della tecnologia sviluppata da Google, Cruise Automation non vuole sostituirsi al guidatore, ma vuole essere tra l’auto completamente automatizzata di Google ed il cruise control che si trova nelle auto esistenti. Quindi è in grado di mantenere l’auto all’interno delle corsie e di rallentare quando vede degli ostacoli, con una serie di sensori e radar montati sulla parte superiore della vettura. Cruise prevedeva un kit da $ 10.000 chiamato RP-1 che poteva essere installato su due modelli Audi specifici: un 2012 o più recente A4 o S4 e può essere utilizzato solo in California.

Oltre ad avere un mix di sensori progettati su misura e montati sulla parte superiore della tua auto, attuatori per il volante, freni e acceleratore; vi è anche un sistema informatico installato nel bagagliaio che elabora i dati dai sensori e li rimanda alla ruota. Così tramite un pulsante speciale il veicolo può essere commutato tra uomo e computer in un istante.

2.5 Acquisizione di General Motors

Nel 2015 Cruise Automation aveva meno di 40 dipendenti e quasi tutto l’onere (e l’onore) dell’azienda gravava sulle spalle di Vogt, il quale era solo un ventenne. Vogt ricevette molte offerte per l’acquisizione di Cruise Automation e una fra tutte si ergeva quella di General Motors (GM). L’11 marzo 2016 General Motors compra Cruise Automation, ma quest’ultima non ha potuto commentare il prezzo o le condizioni di accordo, infatti, opera come unità indipendente all’interno di General Motors. Cruise Automation grazie a questo investimento ha quadruplicato i suoi impiegati. All’inizio dell’anno 2017, Cruise Automation e General Motors hanno costruito il primo lotto di auto Chevy Bolt EV composto da 130 prototipi.

Il raggiungimento di questo risultato li ha fatti diventare

la prima azienda ad assemblare veicoli self-driving di prova in un impianto di produzione di massa.

Invece, Kyle Vogt, CEO e fondatore di Cruise Automation, ha scritto in un post:

L’auto che stiamo svelando oggi è in realtà la nostra auto di guida di terza generazione, ma è la prima che soddisfa i requisiti di ridondanza e sicurezza che riteniamo necessari per operare senza conducente…

Nel video sottostante si vede la presentazione dell’auto del futuro, con i vari passi che sono serviti per arrivare al prototipo attuale:

2.6 Adesso

Cruise Automation sta testando la sua flotta di macchine auto-pilotate in tutti gli Stati Uniti navigando in alcuni degli ambienti di guida più difficili e imprevedibili. L’azienda crede che il modo migliore per portare la tecnologia self-driveless al mondo sia di esporla agli stessi scenari di traffico unici e complessi che i conducenti umani affrontano ogni giorno. In seguito, vengono raccolti e analizzati petabyte di dati per garantire che i veicoli funzionino in modo sicuro e affidabile. Le auto senza conducente ora viaggiano in California, Arizona e Michigan. Il video sottostante è una dimostrazione di ciò che questa vettura può fare nelle strade Americane:

3 Posizionamento nel mercato

3.1 Partnership

Cruise Automation ebbe 3 grandi round finanziari, durante i quali molte aziende poterono investire nella startup. Nell’infografica sottostante sono rappresentati i tre round e l’acquisizione di Cruise Automation.

3.1.1 Primo finanziamento

Il primo round, pubblicamente annunciato il 1 gennaio 2014, fu quello di partenza per Cruise Automation, dove uno dei maggiori investitori fu l’acceleratore di startup Y Combinator. Questo round aveva come tipo e fase di finanziamento seed. Il seed è l’investimento nella primissima fase dell’idea d’impresa: durante questo periodo il prodotto è ancora in fase concettuale. L’azienda ha un fabbisogno ridotto (che serve per coprire le prime spese di sviluppo) ed è alle prese con il business plan, con le analisi di mercato e con la ricerca del personale. Durante questa fase i finanziamenti (di solito inferiori a mezzo milione di euro) provengono da business Angel. Questi sono singoli soggetti (definiti “investitori privati informali” nel capitale di rischio) che compiono la stessa attività delle venture capital. Queste persone in Italia hanno capacità di investimento che va da 100 mila a 500 mila euro, mentre negli Stati Uniti possono investire fino a 5 milioni di dollari. Nella prima tornata il denaro raccolto fu di $4,3 M. Il numero di investitori furono 29, fra aziende e “business Angel”. In questo link si trovano tutti i nomi di partner e investitori che hanno partecipato a questo round.

3.1.2 Secondo finanziamento

Nel secondo round, con data di pubblicazione 18 settembre 2015, aveva come tipo di finanziamento serie A e come fase di finanziamento early stage venture. L’early stage venture è la fase iniziale d’investimento nella vita di un’impresa. È un periodo che comprende le operazioni di seed, quelle di startup e quelle di first stage. Si parla di first stage financing (Round A) quando l’avvio dell’attività produttiva è completato, ma la validità commerciale del prodotto/servizio è ancora da verificare e sostenere. L’imprenditore cerca fondi per finanziare un business già esistente, ma che necessita di essere lanciato e crescere. In queste operazioni sono già superate le fasi di ideazione, progettazione, sperimentazione, è possibile che l’investitore abbia un profilo meno tecnico e più commerciale: il suo intervento si basa sul finanziamento e sulle competenze manageriali necessarie per il successo nella commercializzazione del prodotto. Nel secondo round sono stati investiti $12,5 M. L’investitore principale fu Spark Capital, una nuova società di venture capital. Le venture capital operano investendo soldi di terzi attraverso un veicolo o un fondo. Forniscono il capitale finanziario agli stadi iniziali, ad alto potenziale e ad alto rischio, alle imprese a forte crescita e acquisiscono quote di minoranza. Il fondo di venture capital guadagna attraverso il possesso di partecipazioni in società nelle quali ha investito.

3.1.3 Terzo finanziamento

Il terzo round, pubblicamente annunciato il 18 novembre 2015, con un tipo di finanziamento chiamato Convertible note. Il Convertible note è uno strumento di finanziamento usato negli Stati Uniti da startup in fase early stage perché costituisce un modo semplice, veloce ed economico per raccogliere fondi. Più precisamente, è un titolo obbligazionario che la startup emette a favore di terzi finanziatori riconoscendo il diritto alla restituzione del capitale finanziato o il diritto alla conversione del titolo in azioni della startup al verificarsi di determinate circostanze. Nella terza fase sono stati investiti $2M da un unico investitore Qualcomm Ventures, una venture capital formata nel 2000.

3.1.4 Acquisizione

General Motors, un’azienda con molta esperienza nel settore automobilistico e molto interessata al nuovo mercato delle macchine senza conducente, espone a Kyle Vogt, co-fondatore e guru del software di Cruise, la sua offerta per la startup. I colloqui originariamente riguardavano un investimento strategico da parte di G.M. in Cruise Automation, che stava pianificando un nuovo round di finanziamento di venture capital. Ma questo si trasformò rapidamente in una discussione sull’acquisizione con l’intero accordo che si era concluso in meno di sei settimane. Vogt era incuriosito dall’interesse di G.M., ma titubante di avventurarsi in una partnership con un’enorme e vecchia casa automobilistica di Detroit. Dopo diversi incontri faccia a faccia con il Sig. Ammann, si convinse che l’esperienza manifatturiera di G.M. poteva notevolmente migliorare la missione di Cruise. Il giorno 11 marzo 2016 General Motors annuncia l’acquisizione di Cruise Automation; il completamento avverrà il giorno 13 maggio 2016. General Motors compra Cruise Automation per $1B. Con questa acquisizione GM aveva l’intenzione di stabilire una leadership nella corsa per portare sul mercato la prima automobile senza conducente. Infatti, gli analisti del settore affermano che i veicoli autonomi potrebbero generare miliardi di dollari in entrate e profitti aggiuntivi per le case automobilistiche e le società tecnologiche, principalmente vendendoli o noleggiandoli a servizi di guida, flotte di taxi e compagnie di consegna. Dopo l’acquisizione le due compagnie iniziarono ad installare computer e altri equipaggiamenti con le Chevy Bolts completamente elettriche, mentre uscivano dalla catena di montaggio nello stabilimento della casa automobilistica nella periferia di Detroit. Cruise ha iniziato ad espandere il suo “garage” a San Francisco fino ad arrivare a circa 400 dipendenti. G.M., invece, crea un team di centinaia di ingegneri nel proprio centro tecnico a Warren, in Michigan, per supportare il programma di auto-guida. Vogt, il suo team e Doug Parks, vicepresidente di G.M., lavorano insieme per progettare self-driving Bolts per gli standard di sicurezza e qualità che G.M. ha applicato alle sue auto, camion e veicoli sportivi.

3.1.5 Excursus su General Motors

G.M. è una grande azienda con anni di esperienza nel settore automobilistico, una miscela di risorse finanziarie e la risoluzione del management che si posiziona fortemente per competere con altre case automobilistiche e grandi aziende tecnologiche. Ma ha anche un retaggio di fallimenti da superare – nessuno più grande del suo collasso in bancarotta nel 2009. Nel 2014 è stato rivelato che G.M. aveva prodotto milioni di piccole auto dotate di accensioni difettose responsabili di 124 morti. Lo scandalo ha rallentato il ritorno di G.M. Però ha anche galvanizzato i suoi dirigenti per concentrarsi sul rendere le sue auto più sicure e per perseguire lo sviluppo di veicoli completamente autonomi. Queste sono le parole del presidente emerito del Center for Automotive Research di Ann Arbor, Michigan, David E. Cole:

G.M. is a much more entrepreneurial company now than it’s ever been…

Ed in seguito:

 That has happened since the bankruptcy — the fact they are no longer wedded to doing things the way they did in the past.

Nell’estate 2015, il signor Barra e i dirigenti di G.M. hanno iniziato una serie di visite in California, per studiare i progressi nelle auto a guida autonoma e per scovare potenziali partner nello sviluppo di modelli autonomi. Oltre a osservare come società come Google sviluppavano queste tecnologie, i dirigenti hanno preso dimestichezza con il lavoro svolto da Cruise Automation, una piccola startup che operava in un magazzino di San Francisco. Ed in questo frangente G.M. decise di riposizionarsi nel mercato delle automobili senza conducente.

3.1.6 Ultimi investimenti

Alla fine del 2017, più precisamente il 9 ottobre, Cruise Automation ha deciso di acquisire Strobe, una sua startup che produce sensori LiDAR. La compagnia riesce a ridurre un array LiDAR alla dimensione di un solo chip. Questa è una decisione strategica per aiutare a ridurre il costo di Lidar del 99%. I costi sono un grosso problema: LiDAR rimane uno dei componenti più costosi nello stack di veicoli autonomi, ed è un collo di bottiglia non solo in termini di costi, ma anche in termini di complessità produttiva, prestazioni e affidabilità nel tempo e con tutte le tipologie di meteo. La riduzione dei costi per i veicoli autonomi è fondamentale per poterli distribuire in aree diverse, come nelle periferie e al di fuori delle grandi città, dove attualmente l’economia renderebbe difficile implementare qualcosa come un servizio di guida autonomo.

3.2 Competitors

Molte sono le aziende che partecipano alla gara di chi riuscirà a raggiungere per primo il mercato delle auto senza conducente. In questa competizione non partecipano solo le case automobilistiche, come Ford Motor, Honda e Fiat Chrysler, le quali stanno spingendo per accelerare i propri programmi elettrici e di veicoli autonomi. Il campo è affollato anche dei concorrenti della Silicon Valley, come Google, Apple, Uber e il produttore di auto elettriche Tesla. Parliamo di alcuni investimenti di queste aziende:

General Motors: oltre ad avere acquisito Cruise Automation ha anche investito $500M in Lyft ed ha annunciato che testerà taxi elettrici con guida automatica;

Ford: ha annunciato un investimento da $1B in Argo, un’intelligenza artificiale fondata da ex dipendenti di Google e Uber. La Ford prevede di avere un veicolo autonomo in esercizio commerciale per il 2021;

Tesla: ha affermato che le sue auto sarebbero state equipaggiate per essere completamente autonome, e ha continuato ad aggiornare una opzione del software Autopilot (che ha causato il primo incidente automobilistico fatale);

Honda: mentre sviluppa prototipi di veicoli, per differenziarsi dalle altre vuole creare un “motore delle emozioni” che imparerà dai giudizi del guidatore al volante a prendere decisioni;

Fiat Chrysler: dopo aver prima contattato Apple, ha raggiunto un accordo con Alphabet per aggiungere la sua tecnologia autonoma ai minivan Chrysler e per avviare il primo servizio di taxi senza pilota;

Google (Alphabet): sono stati i primi ad approcciarsi al concetto di auto senza conducente, Alphabet (la casa madre di Google) ha trasformato il suo progetto in una propria società denominata Waymo (per ulteriori informazioni guardare sotto).

Apple: il fine ultimo di questa azienda rimane un mistero, ma il suo progetto di nome Titan ha ricevuto il permesso di testare i veicoli in California.

Uber: ha collaborato con tante case automobilistiche per la realizzazione di prototipi, si pensa che collaborerà anche con General Motors. Però nel giugno 2017 è stata coinvolta in una battaglia legale con Waymo perché sospettata di utilizzare la loro proprietà intellettuale.

Un rapporto del 29 agosto 2017 del Cologne Institute for Economic Research hanno provato a valutare chi fosse il leader nella creazione e sviluppo delle macchine autonome. L’Istituto ha cercato di quantificare gli sforzi delle aziende che fanno parte di questa competizione e hanno scelto come possibile identificatore di questi il numero di brevetti depositati sul campo negli ultimi 7 anni. Sono stati identificati ed analizzati 5.839 brevetti relativi alla guida autonoma per scoprire quali fossero le aziende più attive su questo fronte.

Come si può notare dall’immagine precedente, ai primi tre posti vi sono tre aziende tedesche. La prima è Bosh con 958 brevetti depositati in 7 anni, la quale è tra le maggiori fornitrici al mondo di componenti per automotive. In Italia Bosh è conosciuta soprattutto per gli elettrodomestici, ma questo settore in realtà rappresenta solo il 25% del suo fatturato il resto è composto da software e altre attività. Al secondo posto si trova Audi con 516 brevetti, mentre al terzo posto è presente Continental con 439 brevetti. Al quinto posto si scorge General Motors con la bellezza di 380 brevetti depositati in 7 anni. In un articolo del 9 febbraio 2018 sono stati analizzati i dati che arrivavano dalla motorizzazione della California. Questi dati non danno una certezza assoluta, perché non tengono in considerazione le diverse condizioni di guida, ad esempio le superstrade Americane sono più agevoli da percorrere rispetto alle strade normali. In questa analisi mancano all’appello molte case automobilistiche di spicco, ma si può dire che Google sta dando del filo da torcere agli altri colossi. Infatti, le automobili di Google, Waymo, hanno raggiunto un grande traguardo nel 2017, percorrendo 566 mila chilometri su strada e richiedendo solo 63 ‘interventi umani’, soprattutto per risolvere problematiche relative al software. Al secondo posto troviamo la General Motors e Cruise con 205 mila chilometri percorsi e 105 interventi umani.

3.3 Vantaggi e svantaggi per i consumatori

I consumatori sono veramente disposti a lasciare che un’automobile guidi al posto proprio? Anche se mancano molti anni prima che queste tipologie di automobili siano messe in commercio ed in circolazione, ci sono molte persone che non avrebbero soddisfazione a “guidare” un’auto senza guidarla, senza schiacciare il pedale dell’acceleratore.

Nei prossimi capitoli vedremo quali saranno i pro e i contro per l’arrivo e l’utilizzo di queste macchine rivoluzionarie.

3.3.1 Vantaggi

Percorrere una strada trafficata senza bisogno di un autista, questo permetterebbe al conducente meno stress per traffico, ingorghi e pericoli disseminati lungo la strada, così da avere un’esperienza di guida migliore. Di seguito potremmo trovare una carrellata di vantaggi che si otterrebbero alla guida:

  • Multitasking: è un vantaggio abbastanza scontato, se la persona non deve più occuparsi di governare la macchina si potrà concentrare su altro durante il tragitto. L’utilizzatore potrebbe utilizzare il suo tempo: a leggere il giornale, controllare la casella di posta, dedicarsi ad hobby o scambi sociali.
  • Traffico stradale più scorrevole: delegare alla propria automobile tutte o parte delle sequenze di guida renderà più efficace la mobilità automobilistica con la probabilità di un traffico più scorrevole. Si dice che la congestione urbana è finalizzata alla ricerca di un parcheggio, l’utilizzo dei veicoli auto-pilotati potrà portare ad una diminuzione di questo tipo di traffico con un risparmio di tempo. Grazie ai veicoli autonomi al 100%, l’automobile si coordinerà con il proprio ambiente riducendo le fonti di congestione, che solitamente sono identificate dalle condotte inadeguate e incidenti.
  • Guida per tutti: con i veicoli che non richiedono l’intervento umano, molte persone riconquisteranno la mobilità automobilistica (la quarta età) o ne avranno accesso per la prima volta (persone con handicap visivo o anche senza patente).
  • Mobilità urbana con meno veicoli: i veicoli senza conducente potranno sostituirsi alle auto personali, taxi e persino ai mezzi pubblici. Ottimizzeranno i percorsi e gli orari di spostamento e potranno portare più persone alla volta o diverse persone in momenti successivi.
  • Maggiore sicurezza: l’automobile autonoma si presenta come la soluzione da adottare contro gli incidenti stradali, così da ridurre gli errori umani. Infatti, l’arrivo di un sistema automatizzato ha notevolmente ridotto la frequenza di incidenti perché è in grado di valutare i rischi in maniera ottimale e in alcuni casi di prevederli.
  • Efficienza: una guida più sicura è indice di una guida più efficiente sotto il profilo dei consumi. Le macchine senza guidatore possono regolare la velocità in base a quella degli altri mezzi che circondano l’automobile. In questo modo sarà possibile evitare brusche frenate e accelerazioni improvvise ottimizzando il consumo di carburante.

3.3.2 Svantaggi

  • Effetto treno: questa sindrome potrebbe cancellare tutto quello visto finora. Nel caso in cui l’automobile si trovi in un ingorgo o lungo le strade del centro cittadino, potrebbe capitare che si sia costretti a frequenti soste o ripartenze. Per questo motivo sarebbe impossibile leggere o scrivere qualcosa. Si è pensato di dilatare gli spazi di frenata e di accelerazione, come succede per i treni. In questo modo si ridurrebbe lo “sballottamento”, ma finirebbe con l’incidere sui tempi di percorrenza e avrebbe ripercussioni sul traffico.
  • Adozioni: I vantaggi di queste automobili sarebbero visibili solo nel momento in cui i veicoli raggiungerebbero una massa critica, ovvero che ci sia una quantità di auto sufficienti ad avere dei benefici. Infatti, nel caso in cui un veicolo autonomo dovesse finire in un ingorgo provocato da normali automobili e non avesse suoi simili con cui comunicare, potrebbe perdere ogni punto di riferimento e causare un incidente stradale.
  • Posti di lavoro a rischio: Queste tipologie di auto faranno concorrenza ai tassisti e autotrasportatori e potrebbero portare alla scomparsa di migliaia di posti di lavoro.
  • Costi elevati: le case automobilistiche, come la General Motors, stanno cercando di sviluppare veicoli alla portata di tutti, ma è noto che, almeno nella fase iniziale, non sarà così. Visti gli alti costi della tecnologia implementata, si prevede che il prezzo di listino sia di circa 100 mila dollari, una cifra non accessibile da tutti.
  • Attenzione al cattivo tempo: quando il tempo è brutto le automobili senza conducente non riescono a funzionare al meglio. Infatti, la pioggia interferisce con i sensori montati sul tetto del veicolo, mentre la neve renderebbe “cieche” le telecamere e le fotocamere all’interno dell’abitacolo. Quindi i problemi legati al tempo renderebbe il veicolo poco sicuro e quindi inutilizzabile in alcune circostanze.
  • Pirati in vista: Uno dei pericoli maggiori risiede sulla natura informatica di questa automobile. Ad oggi vi sono continui attacchi ai sistemi informatici portati da hacker. Quindi uno dei maggiori obbiettivi in questo momento è cercare di sviluppare sistemi di sicurezza informatica per i sistemi di gestione e controllo del veicolo. Se un hacker dovesse riuscire a bucare i sistemi di difesa e impadronirsi del mezzo, questo potrebbe essere utilizzato in qualsiasi modo.

3.4 Nuove norme per l’automobile autonoma

Con l’utilizzo di un nuovo mezzo di trasporto, anche le norme vigenti su automobili e circolazioni dovranno essere modificate o riviste. Ora in Europa, Brasile, Messico e Sudafrica vige la Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale del 1968 e ratificata nel 1977 da 72 Paesi. La convenzione sostiene che il conducente è l’unico responsabile del veicolo che guida e per cui deve avere sempre le mani sul volante. Per questo motivo la convenzione non consente la circolazione su strada di automobili autonome. Un gruppo di lavoro sta considerando un emendamento di tale convenzione che potrebbe essere adottato entro il 2018. In Germania un testo di legge in fase di stesura permetterà di testare le automobili autonome su un tratto dell’autostrada Berlino – Monaco. Nel Regno Unito, per il 2017 era prevista una legislazione che disciplini i collaudi dei veicoli. In Francia, dopo il lancio nel 2013 di un piano di riconquista sull’automobile autonoma, la legge per la transizione energetica del 2015 autorizza il Governo ad adattare la legislazione “in modo da consentire la circolazione sulla via pubblica di veicoli a delega parziale o totale di guida”. Per Stati Uniti, Cina e Giappone non vige la medesima convenzione. Gli Stati Uniti, primi in materia, hanno modificato la loro legislatura già da diversi anni. Alcune regolamentazioni locali autorizzano le sperimentazioni in California, Florida, in Nevada e nel Michigan. Nel 2012 la California ha votato una legislazione che stabilisce le norme di sicurezza e di performance per testare le automobili autonome sulle strade nazionali e le autostrade. Le norme prevedono una presenza di un volante, pedali e di un autista che possa prendere il controllo manuale del veicolo. A livello federale, la sicurezza stradale è ancora in fase di studio. In Giappone è in corso un piano nazionale per la messa a punto di automobili autonome al 100% giapponesi. I primi test di guida per le automobili autonome sono iniziati nel 2013 e nel 2020 con i giochi Olimpici a Tokyo saranno presentate. Anche in Cina le regolamentazioni si stanno evolvendo per disciplinare le sperimentazioni e poi la commercializzazione.

4 Conclusioni

Come si è potuto scoprire da questo articolo la realtà delle automobili autonome al 100% non è solo affascinante, è soprattutto imminente. Queste macchine rivoluzioneranno il modo di agire, pensare, comportarsi e approcciarsi alla guida. Cruise Automation, insieme a General Motors, è una delle case automobilistiche che puntano su questo nuovo mercato cercando di prendersi tutto l’onore di questa incredibile invenzione. La battaglia tra General Motors e Google(Waymo) è molto serrata, oggi puntano a sviluppare un prodotto che possa essere competitivo con la concorrente e privo di difetti o falle di progettazione. Chi sarà il vincitore e quindi raggiungere il monopolio del mercato? Chi ne uscirà perdente?

5 Sitografia

Generali

Definizioni finanziarie

Capitali investiti

Eleonora Fratello

Eleonora Fratello

Front-end developer

Mi chiamo Eleonora Fratello, ho 26 anni e sono nata a Milano. Mi sono laureata in Comunicazione Digitale e, per il progetto di tesi, ho iniziato a lavorare presso una web agency come front-end developer. Grazie a questo lavoro provo a migliorarmi continuamente ed acquisire maggiori competenze nel settore. Per arricchire le conoscenze mi sono iscritta alla Laurea magistrale di Teoria e Tecnologia della Comunicazione.