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Si è parlato in modo molto approfondito di startup innovative ed è possibile assegnare a questo concetto una propria definizione: Prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico“. Ora nasce spontaneo chiedersi in che modo è possibile salvaguardare la nascita di queste aziende? Quali forme di tutela esistono per le startup? Le forme di tutela sono molte, ma tutte hanno come obbiettivo comune preservare la proprietà intellettuale sull’innovazione. Ci sono due possibili tutele per l’innovazione tecnica: il brevetto per l’invenzione ed il diritto d’autore.

Il brevetto

Titolo giuridico che protegge l’idea di soluzione (contenuto). Al titolare viene conferito un diritto esclusivo di sfruttamento dell’invenzione in un territorio e per un periodo ben determinato. Il brevetto per invenzione esclude a terzi di fare, utilizzare, offrire sul mercato, vendere o importare un’invenzione. Dopo che è stato concesso, conferisce all’inventore il monopolio sull’invenzione.

I partecipanti – contratto tra il titolare (richiedente) e l’autorità che rilascia il brevetto.

Durata – l’autorità competente concede, per un massimo di 20 anni dalla data di deposito e senza possibilità di rinnovo alla scadenza, il diritto di esclusiva sull’invenzione.

Requisiti di validità

sia in Europa (Art. 52(1) EPC) che in Italia (Art. 45(1) CPI) i requisiti di validità di un brevetto sono:

Possono costituire oggetto di brevetto per invenzione le invenzioni nuove che implicano un’attività inventiva e sono atte ad avere un’applicazione industriale.

La parola “nuove” usato nell’Art. precedente ha un proprio significato, ovvero:

  1. Un’invenzione è considerata nuova se non appartiene allo stato della tecnica;
  2. Lo stato della tecnica è costituito da tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico nel territorio dello Stato o all’estero prima della data di deposito della domanda di brevetto, mediante una descrizione scritta od orale una utilizzazione o un qualsiasi altro mezzo.

I progetti che non sono considerati “invenzioni” sono descritti nell’Art. 45(2) CPI per l’Italia, mentre nell’Art. 52(2) EPC per l’Europa, e sono:

  • i piani, i principi ed i metodi per le attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale ed i programmi per elaboratore;
  • descrizione: si descrive lo stato della tecnica anteriore all’invenzione, eventuali inconvenienti o problemi presentati dallo stato dell’arte, e gli scopi dell’invenzione; la prima parte si conclude poi on una descrizione dettagliata dell’invenzione;
  • rivendicazione: definiscono, con linguaggio “tecnico-giuridico”, il campo di protezione del brevetto.

Eccezione – è brevettabile il software che produca un risultato tecnico ulteriore.

Diritto d’autore

Protegge la forma di espressione e, come descritto dall’Art. 1 – 5 della legge n. 633/1941, tutela le opere di ingegno di carattere creativo. Queste opere possono riguardare le scienze, la letteratura, la musica, le arti figurative, l’architettura, il teatro, la cinematografia e la radiodiffusione. A queste categorie di opere sono stati aggiunti i programmi per elaboratore e le banche dati, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Con il diritto d’autore non è possibile proteggere le idee e i principi alla base di qualsiasi elemento del programma.

Il diritto d’autore si divide in: diritti morali e diritti patrimoniali.

Diritti morali

Questi danno il diritto:

  • all’integrità dell’opera, opporsi a deformazioni e modificazioni dell’opera;
  • di riprodurre, ovvero il diritto di realizzare copie materiali dell’opera;
  • di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico, il diritto esclusivo di comunicazione al pubblico dell’opera, il diritto esclusivo di distribuzione, inteso come la messa in commercio dell’originale dell’opera o degli esemplari di essa; il diritto esclusivo di tradurre l’opera in altra lingua;
  • di pubblicare le opere in raccolte, il diritto esclusivo di noleggiare, dare in prestito e autorizzare il noleggio della propria opera.

Durata – stabilita dall’art. 25 della legge: “I diritti di utilizzazione economica dell’opera durano tutta la vita dell’autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte“. Questa è la regola generale riconosciuta anche a livello internazionale, originariamente il termine era di cinquant’anni dalla morte dell’autore.

SIAE – la Società Italiana Autori ed Editori è l’unica a potersi occupare dell’attività di intermediazione nel campo del diritto d’autore. Quindi concedono le licenze e autorizzazioni per l’utilizzo economico delle opere tutelate, percepiscono proventi derivanti da tali licenze e autorizzazioni e ripartiscono i proventi agli aventi diritto. Il deposito SIAE ha validità quinquennale e fornisce una prova documentale di esistenza dell’opera alla data di deposito.

Quando si vuole tutelare un software quale scegliere tra le due tutele?

Entrambe le tutele hanno lati negativi e positivi. In Italia ed in Europa si è scelto di utilizzare la normativa sul diritto d’autore, piuttosto che il brevetto, in quanto il software solitamente non presenta caratteristiche proprie delle invenzioni. Potrebbe stupire la forma fi tutela scelta perché il software è un’opera basata su un’utilità piuttosto che su un contenuto. Le motivazioni di questa scelta sono diverse: la protezione temporale è maggiore nel diritto d’autore rispetto ai brevetti e vi è anche la possibilità di proteggere non solo il programma, ma anche la documentazione e le istruzioni per l’utilizzo.

La protezione brevettuale comporta limitazioni in quanto è circoscritta a quella parte del programma che presenta i requisiti dell’invenzione. Inoltre, l’invenzione è soggetta ad una valutazione, e richiede un apporto creativo al di sopra della norma. Per cui tale protezione sarebbe necessariamente limitata solo a pochi software, non essendo possibile brevettare più software che svolgono la medesima funzione. Mentre invece il diritto d’autore protegge la forma espressiva del programma e non le idee alla sua base, consentendo quindi la convivenza sul mercato di programmi con la medesima funzione. Nel diritto d’autore vi è anche il monopolio della SIAE che gestisce i diritti in Italia e che non attira nuovi capitali, in un settore in cui invece l’innovazione non può che portare nuova linfa.

Alla fine, pur accogliendo la protezione data dal diritto d’autore, viene lasciata aperta la possibilità di brevettare il software. Anche negli Stati Uniti d’America vi è questa possibilità per tutelare un programma per elaboratore. In Europa la brevettabilità è possibile, ma solo se il programma risponde ad alcuni requisiti ed è presente un effetto tecnico ulteriore (cosiddetto “further tecnical effect”) rispetto alla mera interazione uomo-programma. È vietata, invece, la brevettabilità del software in quanto tale.

Per approfondire l’argomento della tutela delle startup:

Per approfondire l’argomento della tutela del software:

Eleonora Fratello

Eleonora Fratello

Front-end developer

Mi chiamo Eleonora Fratello, ho 26 anni e sono nata a Milano. Mi sono laureata in Comunicazione Digitale e, per il progetto di tesi, ho iniziato a lavorare presso una web agency come front-end developer. Grazie a questo lavoro provo a migliorarmi continuamente ed acquisire maggiori competenze nel settore. Per arricchire le conoscenze mi sono iscritta alla Laurea magistrale di Teoria e Tecnologia della Comunicazione.