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Sixth Continent

da | Feb 20, 2018 |

INTRODUZIONE

La startup di cui vi voglio parlare è Sixth Continent e l’ho scelta come rappresentante delle startup che propongono un servizio innovativo ovvero, un servizio che prima dell’avvento di internet non esisteva. Innanzitutto, come ho conosciuto Sixth Continent? Ho conosciuto questa piattaforma grazie a un’amica che si occupa di marketing e comunicazione; è stata lei per la prima volta a parlarmene e successivamente, quando mi sono iniziata a informare, ho scoperto un universo innovativo che nemmeno immaginavo.

Noi di StarTop abbiamo detto tante volte che l’obiettivo del nostro blog è mostrare cosa ha comportato l’arrivo del web 2.0 per le startup innovative e, nel caso di Sixth Continent, le conseguenze sono evidenti.

Molte startup basano la propria attività su strumenti tecnologici avanzati; questo perché, soprattutto nell’ultimo decennio, avere un sito web e proporre dei servizi online è fondamentale. Ognuno di noi utilizza quotidianamente smartphone o pc per svolgere le proprie attività quotidiane. Ciò succede sia per ordinare cibo d’asporto che per effettuare acquisti online e produce effetti importanti sulla gestione della nostra vita di ogni giorno.

Se una startup è innovativa non può solo pensare di esserlo a parole ma ha la necessità di dimostrarlo anche con i fatti e per farlo, è necessario sviluppare la propria reputazione sul web. L’attività degli utenti e i mezzi tecnologici avanzati possono fare la differenza in questo senso: una partecipazione attiva delle persone che visitano il proprio sito è fondamentale per produrre feedback. Nel caso di Sixth Continent vedremo come da un progetto iniziale, ben strutturato ma pur sempre legato a una singola area geografica, è nata una grande impresa che deve il suo successo soprattutto alla community di utenti che è riuscita a creare.

COS’È SIXTH CONTINENT

Sixth Continent potrebbe sembrare un semplice sistema di acquisto di carte prepagate, con cui pagare diversi servizi, dalla spesa al supermercato alla benzina, ma dietro al suo modello di business si nasconde un innovativo meccanismo di profit sharing.

In generale, il profit sharing è una forma di remunerazione dei lavoratori tale che, una parte dei risultati economici dell’impresa, in aggiunta al pagamento del salario normale, viene distribuita tra i dipendenti per premiarne i risultati e incentivarne l’impegno. Fabrizio Politi, ideatore e fondatore di Sixth Continent, ha implementato questo concetto nella sua piattaforma: i consumatori e le imprese possono convivere in un sistema più efficiente per tutti nel quale ci sono attività produttive che re-immettono una parte dei profitti all’interno del ciclo produttivo. Una sorta di credito di cittadinanza, che in questo caso specifico si concretizza con la redistribuzione di una parte dei profitti su tutta la comunità di utenti.

Con i crediti e i punti accumulati è possibile pagare le Shopping Card preferite fino al 50% del loro valore e utilizzarle per pagare una serie di beni primari, che vanno dai supermercati come Tesco alle grandi aziende di e-commerce come Amazon, arrivando fino a distributori di benzina, negozi di abbigliamento e catene di alberghi.

Sixth Continent si può anche definire il “Google dei consumi” perché prima di fare qualunque acquisto si passa dalla piattaforma per acquistare la Shopping Card o il buono carburante della quale si necessita, proprio come in un grande motore di ricerca.

Sixth Continent si colloca nel settore del personal finance. La piattaforma incentiva gli acquisti attraverso un programma di cashback dove, per ogni transazione che viene effettuata dai suoi iscritti nel mondo, viene distribuita una percentuale di cashback al consumatore che ha effettuato l’acquisto. Una parte di questa quota viene, invece, divisa in misura uguale tra tutti i cittadini nel mondo membri di SixthContinent.

Per integrare nella propria offerta globale le maggiori aziende Top Brand come Amazon, Adidas, Ikea, Iper, Zalando e diverse compagnie di carburante, Sixth Continent utilizza un modello di business buy-and-sell, ovvero acquista dalle imprese buoni di pagamento, come gift card, voucher, ticket restaurant e buoni carburante, per rivenderli agli utenti attraverso il sito web e l’applicazione mobile; questo dà origine ad un’entrata finanziaria per l’azienda pari alla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto al netto dello sconto contrattato con il fornitore.

(Immagine tratta dal sito)

La rivista americana Wired, in un articolo online del luglio 2017, definisce Sixth Continent come “il social network dell’e-commerce”; questo appellativo deriva dal funzionamento della piattaforma: una volta completata la registrazione, si può interagire con gli altri utenti chiedendo l’amicizia ai già iscritti o invitando gli altri contatti a partecipare. Questa funzione “social”, come già detto, è importante per l’accumulo di credito sulla piattaforma che dipende, oltre che dagli acquisti eseguiti, anche dalle compravendite degli amici, e di conseguenza dal numero di contatti. Anche chi si iscrive e non fa l’acquisto iniziale, dunque, vede crescere il proprio credito, spendibile entro una scadenza mensile sotto forma di sconti. Sixth Continent, grazie alla parte social, conosce quanto l’utente spende in media, quali sono i suoi amici e, inoltre, può osservare cosa guardano i consumer per proporgli ciò che più gli interessa (nello stesso modo in cui lo fa Facebook).

Il lato social di Sixth Continent è anche uno strumento per continuare a comunicare contenuti di valore agli utenti, come ad esempio le promozioni in corso o le offerte Premium. Dalle analisi sul sito web è emerso che gli utenti di Sixth Continent amano fare recensioni e condividere con il resto dei “cittadini” (vengono chiamati così nel sito) le ultime news inerenti ai loro risparmi. Infine nella parte bassa del sito sono state introdotte delle recensioni con citazioni vere e foto profilo degli utenti, che possono essere contattati e di cui ci si può fidare per creare un rapporto anche tra i vari membri di Sixth Continent.

Un altro aspetto interessante riguarda i costi. Sixth Continent è riuscita a tagliare i costi grazie alla disintermediazione ovvero il rapporto diretto tra domanda e offerta che genera valore per il consumatore. Tutte le aziende hanno bisogno di essere sponsorizzate e quindi si rivolgono a terzi sostenendo costi di pubblicità e provvigioni sulle vendite. Inoltre, vengono applicati sconti su grandi volumi di vendita generando così offerte attraenti. Sixth Continent si propone come un’ambiziosa alternativa a Facebook e a Google e ha l’obiettivo di piegare i Big del mercato sfruttando il modello di profit sharing che abbiamo spiegato all’inizio. La differenza, che lo porta ad essere una soluzione valida, sta nel fatto che redistribuisce tra tutti i suoi utenti ciò che oggi è il profitto delle aziende di Advertising (ad esempio Facebook e Google).  Infatti, il 50% del profitto della transazione viene dato al cliente, il 20% diviso in parti uguali tra tutti gli utenti e solo il 30% è trattenuto da Sixth Continent.

Sixth Continent sin da subito si è posta il problema di studiare un modello di business compatibile ad una web company globale. Fabrizio Politi ha dovuto elaborare un modello che garantisse un sistema di vendita a “capacità infinita”, ovvero vendere qualsiasi cosa verso qualsiasi paese senza limiti di disponibilità e che abbattesse i costi finanziari ed economici di un magazzino capace di soddisfare le esigenze della vendita. Infatti, ogni giorno, il Team amministrativo di Sixth Continent controlla tutte le vendite del giorno precedente ed ha a disposizione il denaro del venduto perché incassato in tempo reale tramite il sistema di pagamento immediato con carta di credito. In base al venduto ed all’incassato il Team di Sixth Continent ordina e paga le Shopping Card che deve consegnare al consumatore. Questo modello permette a Sixth Continent di acquistare soltanto ciò che ha effettivamente venduto e solo dopo aver incassato quindi, può al tempo stesso vendere senza limiti di quantità, paese e senza la necessità di avere un magazzino. In più, la posticipazione dell’uscita monetaria permette di minimizzare il rischio finanziario eliminando la necessità di indebitamento e alleggerendo quindi le passività nel bilancio.

Riepilogando, i punti di forza di Sixth Continent sono principalmente due:

  • La meritocrazia nei confronti delle aziende che contribuiscono al progetto;
  • La distribuzione di un reddito di cittadinanza a favore dei membri attivi del progetto.

Infine, una componente fondamentale della quale tenere conto è che Sixth Continent è gratuito e lo sarà per sempre, secondo quando dice il suo fondatore Fabrizio Politi. Un punto in più a favore di questa piattaforma dove, per far parte di questa economia meritocratica non è richiesto nessun investimento, canone o abbonamento.

COME FUNZIONA SIXTH CONTINENT

Utilizzare Sixth Continent è molto semplice: è necessario che l’utente si registri su www.sixthcontinent.com o tramite l’app (disponibile per Android e iOS) e successivamente acquisti le Shopping Card di suo interesse (come ad esempio buoni benzina, buoni per i supermercati o per una qualsiasi delle aziende presenti nella piattaforma).

Una volta inseriti i propri dati si iniziano già a ricevere i primi crediti Sixth Continent sul proprio wallet (una sorta di portafoglio digitale): il bonus di benvenuto ha un valore di 4 euro.

Al momento dell’acquisto, invece di spendere tramite contanti o con la propria carta di credito, l’utente utilizza come sistema di pagamento le Shopping Card digitali acquistate in precedenza sulla piattaforma; le Shopping Card sono disponibili in vari tagli, dai 20 euro in su. Ovviamente, un utente appena iscritto potrà effettuare il primo pagamento solo con la propria carta di credito ma dopo poco tempo si avranno crediti a sufficienza per acquistare altre card scalando dal prezzo la somma che si detiene nel wallet.

Dopo un po’ di tempo, si può decidere di non intaccare i crediti maturati pagando interamente le gift card, in modo da accumulare nel portafoglio virtuale una cifra più consistente da utilizzare in seguito per effettuare un acquisto più importante. Tuttavia alcuni brand aderenti alla piattaforma impongono l’utilizzo di almeno una minima quota di crediti disponibili, oppure l’obbligo di utilizzare il credito Sixth Continent sino al 100% del valore facciale della card, senza effettuare pagamenti con la propria carta di credito.

Ma vediamo più nello specifico, come si usano queste Shopping Card? Le Shopping Card sono valide sia per gli acquisti online che per quelli nei tradizionali punti vendita. Per ogni Shopping Card comprata su Sixth Continent, il cliente guadagna e accumula nel proprio portafoglio digitale dei crediti spendibili per pagare fino al 50% di un successivo acquisto di Shopping Card.  È un “sistema” che si alimenta di volta in volta. Il vantaggio di introdurre questo passaggio in più nel ciclo d’acquisto è il cosiddetto Extra Cash per i futuri acquisti.

Ogni carta possiede un codice da inserire al momento del carrello sugli e-shop, oppure un QR code da stampare o da scaricare sullo smartphone, per poi mostralo alla cassa nei negozi fisici. Alcune card sono cumulabili, altre no: quindi non tutti i codici possono essere utilizzati insieme per lo stesso acquisto. Le carte, inoltre, hanno in genere validità dai 18 mesi ai 10 anni.

In precedenza, abbiamo parlato del fatto che la piattaforma stessa implementa il portafoglio digitale dei propri utenti: ogni giorno, alle ore 9, i wallet degli utenti si aggiornano con l’aggiunta di una piccola percentuale dei crediti degli altri membri. Per ricevere anche questo piccolo compenso quotidiano bisogna però mantenersi attivi sulla piattaforma, fare cioè almeno un acquisto al mese. In caso contrario, il credito accumulato dagli utenti inattivi durante l’arco di un intero mese viene ridistribuito come premio mensile tra gli utenti big spender della piattaforma generando ulteriori significativi extra crediti.

Ecco un esempio pratico, fornito dallo stesso portale: “Acquisto sul sito una shopping card del brand X da €100 pagandola €100 con la carta di credito. Su questo acquisto guadagno crediti pari a €10, che vengono depositati nel mio portafoglio digitale. A questi si aggiungono ogni giorno ulteriori micro-crediti generati indirettamente dalla totalità degli acquisti effettuati sulla piattaforma (ad esempio €5). Il saldo dei miei crediti sarà in questo caso pari a €15. Con questo credito posso affrontare il successivo acquisto di una shopping card del brand Y, ad esempio di carburante, del valore di €30 pagando con la mia carta di credito solo €15 perché per la restante parte utilizzo il credito (€15) accumulato nel portafoglio. E così via con gli acquisti successivi. Più acquisti faccio passare tramite Sixth Continent, più guadagno”.

Vi sembra troppo complicato? Niente paura: sia tramite il sito che sulla app è possibile contattare la società per chiedere chiarimenti e consigli. Sui social, inoltre, ogni utente già iscritto è sempre disponibile per dare indicazioni anche perché tutti sanno che più persone utilizzano il servizio più si guadagna!

 

TEMPO DI SVILUPPO

BREVE RESOCONTO STORICO

Le fasi di ideazione e realizzazione di Sixth Continent sono state molto lunghe e complesse: ci sono voluti otto anni di lavoro durante i quali la piattaforma non è mai stata sponsorizzata. L’intento è stato fin da subito quello di realizzare un Marketplace globale inimitabile che potesse debuttare nel mondo offrendo un servizio di qualità e soddisfacendo i bisogni degli utenti senza incorrere in falle del sistema. Fabrizio Politi si è personalmente incaricato del compito di convenzionare le maggiori aziende presenti sul mercato.

Durante la crisi mondiale del 2009, Politi ha cercato una soluzione per ripensare l’economia mondiale. Dopo circa un anno e mezzo di studi, Politi ha deciso di focalizzarsi sul significato di economia piramidale nel quale la grande massa di consumatori (la base della piramide), trasferisce ricchezza verso la parte alta (nelle mani di poche persone). Ciò avviene perché l’economia è orientata verso una sola direzione: spostare il denaro nelle tasche di poche persone che lo utilizzano per i loro benefici mentre il resto della popolazione si trova ad avere sempre meno potere d’acquisto.

Per cercare di trovare una soluzione a questo problema, Politi propone l’economia toroidale che sfrutta l’algoritmo Mo.Mo.Sy. (Moderate Monetary System – Sistema Monetario Moderato) realizzato da John Nash. In questo sistema, l’economia è paragonata al ciclo dell’acqua che viene continuamente riciclata e riutilizzata; per far si che il sistema funzioni, è necessario che le attività produttive rimettano nel ciclo produttivo una parte significativa dei profitti ottenuti.

Il Mo.Mo.Sy. è riscontrabile nel piano di azione di Sixth Continent, in quanto, sulla piattaforma, ogni giorno si accumula del credito frutto di una quota delle transazioni effettuate da tutti gli utenti e con il credito accumulato si può acquistare presso gli esercizi convenzionati. Tutti coloro che aderiranno gratuitamente a Sixth Continent, avranno l’opportunità di utilizzare il rating Mo.Mo.Sy. tramite un app per smartphone e tablet (sia Apple che Android).

Nel 2011, Fabrizio Politi, ha fondato la sua prima società a Londra; nel settembre 2012, Sixth Continent viene presentata a New York. Successivamente Politi ha deciso, insieme al suo team (quasi tutti giovani neolaureati), di dare il via a questa iniziativa anche in Italia, avendo fin da subito grandi risultati:

«In questi anni il team italiano è riuscito ad avere una copertura, ad esempio, del carburante superiore del 90 per cento; dei supermercati dell’80 per cento e tutti i maggiori e-commerce e aziende retail on line»

Nel 2014, inoltre, nasce la Parent Company Sixth Continent INC con sede a San Francisco.

Recentemente Politi ha ritenuto necessario un intervento di ristrutturazione e semplificazione della piattaforma per renderla più comprensibile ed accessibile a tutti aumentando in questo modo il numero di iscritti e di clienti. Per riuscire in questa impresa, Sixth Continent ha collaborato con Hunter & Bard, un’azienda americana che si occupa di Digital Marketing, che ha attuato un processo di Funneling per lanciare la piattaforma. Per Funnel si fa riferimento a un sistema attivo, a differenza del sito Web classico che invece è una sorta di “vetrina” con ruolo passivo: ha la semplice funzione di fornire informazioni e non c’è interazione con l’utente. Il Funnel viene definito sistema perché viene progettato, sviluppato, analizzato e ottimizzato per far compiere all’utente i vari passaggi che lo portano a ricevere ciò che sta cercando, creando con lui una relazione atta a fornire contenuti educativi e di valore per aumentare la consapevolezza dell’offerta.

Hunter & Bard inoltre ha proposto di introdurre la Gamification come strategia per attrarre nuovi utenti e fidelizzarli: si tratta di un processo guidato che consiste nell’attribuire dei punti agli utenti per ogni azione compiuta sulla piattaforma, permettendo di iniziare a capire la logica di Sixth Continent.

Questa non è una piattaforma che fa sconti, ma una piattaforma che distribuisce crediti da scontare dalle spese. Su Sixth Continent non troverete mai slogan come: “Guadagnare senza fare nulla!” o “diventare ricchi senza lavorare”. Si tratta proprio del contrario infatti!

Quando il nuovo utente prova a registrarsi su Sixth Continent gli viene chiesto di inserire un indirizzo email e una password e per questi due dati gli vengono attribuiti 2400 punti, successivamente vengono richiesti nome e cognome che valgono 1500 punti e così via. Inoltre, se l’utente invita altri amici sulla piattaforma riceve punti extra, questo perché si sfrutta un modello di User-get-User.

Ad oggi la società americana controlla la Subsidiary italiana e quella londinese; Sixth Continent ha superato la fase di Start Up ed opera in tre diversi continenti: Stati Uniti, Europa e India.

MODIFICA DEL LOGO

Noi di StarTop abbiamo sperimentato in prima persona cosa significa dover trovare un logo che ti rappresenti e che sia riconoscibile rispetto agli altri (se volete leggere la storia del nostro logo vi invito ad andare nella nostra homepage). Per una startup che si affaccia su un panorama così vasto e competitivo, trovare il logo perfetto porta grandi vantaggi. Sixth Continent ha effettuato un’operazione di rebranding e ha rinnovato l’immagine aziendale.

Nello specifico, il rebranding indica un processo in base al quale un prodotto o un servizio sviluppato e distribuito con un nome, viene reimmesso nel mercato sotto un altro nome o una diversa identità. Il motivo di questo cambiamento è stato, come spesso capita, il voler rendersi identificabili a prima vista dai propri utenti e trasmettere un messaggio.

Inizialmente il logo era rappresentato da sei uomini che si tenevano per mano e sotto di essi era riportata la scritta “United We Are Free”. Il primo messaggio che il fondatore di Sixth Continent volle trasmettere era che “l’unione fa la forza”: essere uniti genera una massa critica di consumatori che modifica le proprie abitudini e, di conseguenza, anche la macro-economia grazie alle scelte che faranno. Inoltre, gli uomini rappresentati, sei per l’appunto, stavano ad indicare il sesto continente (da qui il nome Sixth Continent) ovvero un nuovo continente dove tutti sono cittadini del mondo senza differenze; ognuno di essi era di un colore diverso. Questo logo non si rivelò quello giusto anche per una ragione teorica e cioè che secondo le regole del marketing avere tutti i colori significa non essere associato a nessun colore.

Il logo è stato sostituito con una volpe arancione, simbolo di furbizia. In seguito all’analisi del Ranking dei Top Brand è emerso che nessuna marca aveva come logo un’animale. Il logo deve essere semplice da ricordare e da identificare e, allo stesso tempo, si deve stimolare il richiamo del brand con un colore ben definito. Tuttavia, anche questa seconda scelta non si è dimostrata vincente.

Il logo attuale, che per ora sembra essere quello definitivo, è stato presentato il 18 settembre 2017 sulle varie pagine social della società. In questo nuovo logo viene rappresentata una sfera con sei righe arancioni che può essere interpretata come una rappresentazione di un sole o un pianeta a cui è stato attribuito il significato di “un nuovo inizio per tutti” e iconizza il messaggio che Fabrizio Politi vuole trasmettere. I colori scelti sono il viola e l’arancione perché molto spesso sono associati alla “buona finanza”.

POSIZIONAMENTO NEL MERCATO

VANTAGGI PER CONSUMATORI E AZIENDE

La modalità con cui opera Sixth Continent ha portato innumerevoli vantaggi sia ai consumatori sia alle aziende stesse. Per quanto riguarda il consumatore, un grande vantaggio è rappresentato dal metodo di pagamento senza dubbio innovativo, ma che si discosta dalla mentalità tecnologica che ha come finalità quella di snellire e velocizzare ogni tipo di operazione. La strategia vincente seguita da Sixth Continent è quella di richiedere al consumatore un passo in più: l’acquisto anticipato di una Shopping Card. Questo rispecchia a pieno il Payoff dell’azienda: “Spend different” ed è una soluzione vantaggiosa per l’utente poiché gli permette di accumulare Extra Cash per le Extra Sales.

Il vantaggio per ogni singolo utente è che paga soltanto una parte del suo acquisto e il suo importo speso va anche a vantaggio degli altri.”

Come detto in precedenza, il consumatore è portato ad acquistare anche perché il cashback viene consegnato in tempo reale nel portafoglio elettronico dove gli iscritti lo trovano disponibile come credito da utilizzare per pagare i propri futuri acquisti.

I benefici per le aziende sono altrettanto notevoli: l’accesso a un network mondale, la certezza di far parte di un progetto etico, continuando a guadagnare l’intero importo del loro prodotto.

Nello specifico, per le aziende ci sono innumerevoli vantaggi dovuti dall’alleanza con Sixth Continent; uno di questi è la modalità di advertising “Barter Pay-per-Sale”: vale a dire che il costo della pubblicità viene pagato solo sul venduto. Inoltre, parte del budget che le aziende investono sulla piattaforma è utilizzato per creare delle promozioni, in questo modo anche le aziende più piccole hanno la possibilità di emergere a fianco dei colossi del mercato guadagnando visibilità ed un maggiore flusso di utenti sui Touchpoint.

Sixth Continent si prefigge di premiare le aziende cosiddette “virtuose”, ovvero coloro che lavorano in modo chiaro e trasparente, adottando una politica di costi abbordabile, pagando le tasse, assumendo dipendenti e pagandoli con uno stipendio adeguato, investendo anche parte dei guadagni per crescere ed arricchendo così il mercato globale favorendo la crescita di una economia equa e solidale.

Per quanto riguarda i brand emergenti, che spesso fanno fatica a farsi spazio nel mercato, grazie a Sixth Continent trovano uno straordinario veicolo promozionale che consente loro di mettersi in mostra accanto ai grandi Brand e ottenere migliaia di nuovi clienti grazie alle “Offerte Sponsorizzate” che rappresentano il 40% degli acquisti preferiti dagli utenti.

Al fine di aumentare il numero e la fiducia dei suoi utenti Sixth Continent ha intrapreso una campagna pubblicitaria in collaborazione con Mediaset. Lo spot è firmato da Creativity Team Publitalia 80 e Team Produzione Mediaset. La pianificazione è interna, realizzata con l’aiuto di Ad Mirabilia, scelta per seguire pubbliche relazioni e ufficio stampa nel nostro Paese. La campagna tv prevede una presenza massiccia sulle reti Mediaset per un totale di 250 spot, tutti in prime time.

La via giusta è stata riuscire a spiegare, in soli sessanta secondi ed in maniera semplice e intuitiva, di che cosa si occupa Sixth Continent. Il primo spot pubblicitario è andato in onda il 5 novembre 2017 e ha subito avuto successo: grazie a questa campagna pubblicitaria, in solo nove giorni, Sixth Continent ha registrato 10.000 nuovi utenti ed il traffico è aumentato da 3.000 a 10.000 connessioni al giorno. In una settimana le vendite sono aumentate del 53% ed il tempo di acquisto è stato ridotto: in Italia si è passati da una tempistica di circa 4 mesi per il primo acquisto a 4 giorni. Non solo la pubblicità in televisione è stata fondamentale per la crescita della piattaforma ma anche gli spot radiofonici e le numerose interviste rilasciate da Fabrizio Politi alle principali testate giornalistiche Web.

Tutto questo dimostra quanto al giorno d’oggi sia fondamentale utilizzare tutti i canali telematici per fasi conoscere dal grande pubblico.

PARTNERSHIP E COMPETITOR

Tra le aziende che hanno già aderito, con numeri in continua crescita, ci sono Amazon, Tamoil, Zalando, Carrera, Coin, Trony, Bennet, Mondadori, Alitalia, MSC Crociere e molte altre. Una delle più importanti partnership che Sixth Continent detiene è quella con Amazon.

Amazon, come tutti sappiamo, è il colosso mondiale dell’e-commerce con sede a Seattle ed è la più grande Internet company al mondo. Una persona che ancora non conosce Sixth Continent, ma si trova sulla piattaforma grazie al passaparola spontaneo di un altro utente, ha la possibilità di accedere con il login di Amazon. E non solo: ha anche la possibilità di pagare con Amazon Pay e cioè, invece di inserire i dati della carta di credito direttamente su Sixth Continent, l’utente ha la possibilità di utilizzare il sistema di pagamento di Amazon che garantisce il rimborso in caso di problematiche. Grazie a questa modalità il cliente si sente più tutelato proprio perché può utilizzare un sistema di pagamento di cui già si fida.

Per di più, il logo di Amazon, insieme a molti altri, compare diverse volte nella homepage di Sixth Continent e ciò incentiva la curiosità dell’utente che si sforza di capire il perché di questa partnership.

Un’altra collaborazione importante è quella avvenuta tra Sixth Continent e PayTipper, un nuovo sito di e-commerce di card digitali che, grazie ad un innovativo modello di business, distribuisce ai suoi utenti dei crediti con i quali è possibile pagare le card per l’acquisto di prodotti e servizi di oltre 1.500 marchi sparsi fra diverse categorie.

Il servizio si chiama “Pagameno” e nasce per cercare una soluzione digitale che permetta di utilizzare i crediti accumulati durante gli acquisti di shopping card digitali, anche per pagare bollette e bollettini postali, oltre ad avvisi Mav e Rav, in tutta comodità dal proprio PC.

L’innovativo servizio dal nome emblematico permette all’utente di utilizzare i crediti saldare le bollette o pagare un bollettino posta. «Siamo una società giovane che vuole portare innovazione nel mondo dei pagamenti con un approccio rigoroso ma originale» – spiega Angelo Grampa, Amministratore Delegato di PayTipper al sito web pagamentidigitali.it – «siamo orgogliosi di essere stati scelti da Sixth Continent per contribuire a creare servizi innovativi, utili e convenienti per i cittadini».

Francesca Roveda, Amministratore Delegato di Sixth Continent Europa, ricordando invece il funzionamento del portale di profit sharing, sostiene che grazie al servizio Pagameno, persino pagare le rate delle utenze domestiche, dell’asilo e le multe o le tasse diventa una forma di risparmio.

Per quanto riguarda la situazione “competitor”, attualmente, non ci sono molte altre società che hanno ottenuto un successo tale da eguagliare quello di Sixth Continent; questo probabilmente perché si tratta di un servizio innovativo e molto attraente per i consumatori. Tuttavia, bisogna evidenziare che un possibile competitor di Sixth Continent potrebbe essere considerato Groupon, l’azienda che permette ai propri clienti, iscritti regolarmente al sito, di usufruire di buoni sconto utilizzabili presso alcune aziende.

Come abbiamo visto in precedenza, il nome di una società cerca di trasmettere un’identità e anche nel caso di Groupon ciò è evidente: la parola deriva dall’unione di “group” (gruppo) e coupon e mostra esattamente ciò che il sito permette di fare; infatti, la volontà del suo fondatore, Andrew Mason, era quella di concentrarsi sugli “acquisti di gruppo” tramite coupon.

Groupon è stato lanciato nel novembre 2008 e il suo primo mercato di riferimento è stato Chicago. In Italia, invece, attualmente la sua sede operativa e strategica si trova a Milano.

La differenza maggiore tra Groupon e Sixth Continent è che nel primo caso non si parla di distribuzione di reddito di cittadinanza attraverso gli acquisti effettuati sulla piattaforma. Questa caratteristica ha sicuramente assicurato un grande successo a Sixth Continent ma, la sua assenza, non ha intaccato la popolarità di Groupon.

Un’altra importante differenza sta nelle offerte che Groupon propone ai propri clienti; il numero degli esercizi commerciali che hanno aderito a questa “iniziativa” sono in numero nettamente maggiore rispetto a quelli proposti da Sixth Continent. Questo perché, probabilmente, si tratta di un’impresa molto più strutturata e complessa rispetto alla realtà di Sixth Continent, sviluppatasi solo alcuni anni dopo e in un mercato più ristretto (Groupon opera sia in Europa che in America e Asia).

ALCUNE PERPLESSITÀ


Come ripetuto in più occasioni, ciò che ha attirato maggiormente i clienti di Sixth Continent è senza dubbio il credito redistribuito dopo ogni acquisto e chiamato da loro “reddito di cittadinanza”.

Se analizziamo bene la questione, potremmo sollevare alcune perplessità riguardo la scelta di Sixth Continent di utilizzare questo termine. È necessario chiarire che l’idea originaria di reddito di cittadinanza è quella di un “reddito per tutti”. Ovviamente, ciò significa che per averne diritto non è necessario rispettare nessuna condizione economica o appartenere a qualche categoria sociale.

La criticità che ne deriva è che nel caso di Sixth Continent questo “credito aggiuntivo”, invece, può essere speso solo per le aziende che collaborano con la società. Probabilmente è stato utilizzato impropriamente questo termine per associare qualcosa di “noto” e vantaggioso, a un servizio nuovo e che ha bisogno di crescere.

Quando Fabrizio Politi viene intervistato proprio sul reddito di cittadinanza, lui lo racconta come se fosse una loro esclusiva iniziativa, parlandone solo nell’ambito del portale: «Il “reddito di cittadinanza” è denaro contante su di un conto corrente che la società Sixth Continent sposta verso il conto corrente del commerciante appena voi cittadini effettate l’acquisto, quindi siete voi a decidere dove e quanto utilizzarne e il “sistema” lo invia in automatico tramite bonifico bancario, oppure in tempo reale tramite PayPal.»

Forse sarebbe necessario essere più chiari riguardo questo argomento e, anzi, trovare un altro nome per spiegare questo servizio innovativo che Sixth Continent offre.

PROSPETTIVE FUTURE

OBIETTIVI DA REALIZZARE

Per quanto riguarda la pubblicità, argomento di cui abbiamo parlato in precedenza, Fabrizio Politi fa sapere che da febbraio 2018 ci saranno campagne per tutto l’anno in Italia e negli Stati Uniti, dove sarà realizzata una comunicazione analoga a quella lanciata nel nostro Paese; inoltre, spiega Politi Engage (sito web che tratta di comunicazione e marketing): «Per quanto riguarda le agenzie, l’intenzione è quella di collaborare al momento con più realtà facendo diversi test per individuare il partner migliore a seconda dei vari canali. Il budget è di 500.000 euro per il 2017 mentre per il 2018 saranno investiti 6 milioni di euro in Italia e altri 6 negli Stati Uniti».

Tutto quest’impegno nei confronti della pubblicità ha lo scopo di raggiungere un altro traguardo: «L’investimento in pubblicità è volto al raggiungimento di un milione di utenti attivi in Italia entro dicembre 2018, mentre puntiamo a quotarci in borsa entro il 2020». Dai 10 milioni di euro del 2017 la previsione per il 2018 è di fatturare oltre 100 milioni di euro. «Cresciamo del 20-25% in più ogni mese» assicura Politi. La volontà è anche quella di raggiungere Giappone e Corea nel 2018.

Per l’Italia nello specifico, Politi si propone di raggiungere un milione di utenti entro dicembre 2018 ed il fatturato dovrebbe superare i cento milioni; considerando che il 20% del fatturato viene ridistribuito come credito premio agli utenti, significa che gli utenti italiani hanno a disposizione su Sixth Continent l’opportunità di dividersi 20 milioni in crediti per ottenere un Extra Cash.

Inoltre Politi intende investire altri capitali per rafforzare i servizi di Customer Care e Customer Care multilingua e fare nuovi investimenti in Software e programmatori per sviluppare la piattaforma in modo da perfezionarla sempre più e renderla adatta a soddisfare le esigenze degli utenti.

Anche per quanto riguarda il Team di Sixth Continent Italia ci sono delle novità. Attualmente oltre al direttore tecnico Marco Orlandin, lavorano 17 persone destinate a diventare oltre quaranta entro il 2018 anche perchè per il business nazionale del suo gruppo Politi prevede una crescita esponenziale.

CONCLUSIONE

Spero che le informazioni che vi abbiamo proposto in questo articolo vi siano utili per iniziare a fare shopping in maniera consapevole e, soprattutto, guadagnandoci qualcosa! L’innovazione, l’abbiamo ripetuto tante volte, è l’elemento principale delle startup e noi di StarTop ci auguriamo che nei prossimi anni si svilupperanno tante realtà simili a quella di Sixth Continent.

Per qualsiasi altra informazione a riguardo vi invitiamo a contattare direttamente Sixth Continent, nella sezione dedicata alle domande, nel loro sito.

Buono shopping a tutti voi!

SITOGRAFIA

Elena Bertinazzi

Elena Bertinazzi

Mi chiamo Elena, ho 23 anni e sono laureata in Comunicazione e Società all’Università degli Studi di Milano. Mi piace il mondo dei social network ed essere sempre aggiornata sulle novità dal mondo. Ho deciso di iscrivermi a Teoria e Tecnologia della Comunicazione in Bicocca per imparare “cosa c’è dietro” ai dispositivi che uso giornalmente.